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Dai saturimetri preziose informazioni sulla salute della persona

Categoria: Medicina e Salute Pubblicato 09 Marzo 2015
Scritto da Franco Visite: 1672

Vi siete mai domandati come funzionano i saturimetri, quei piccoli strumenti medici dotati di una clip da agganciare al dito? Questi dispositivi servono a misurare la saturazione di ossigeno del sangue (Sp02), ovvero quella frazione di emoglobina che sta trasportando l’ossigeno rispetto all’emoglobina totale: in sostanza, maggiore è la saturazione e migliore è lo scambio gassoso, mentre in presenza di valori bassi potrebbero esserci fenomeni di insufficienza respiratoria.

 

Clip di saturimetro

Il bello di questi dispositivi medicali è che la misurazione che compiono è rapida e non invasiva. Ma andiamo con ordine, scoprendo come è fatto un saturimetro. La sonda che viene agganciata al dito, prima di tutto, è dotata di due diodi che emettono luce, uno che nello specifico produce una luce rossa e l’altro radiazioni nell’infrarosso.


Nella clip si trovano anche due relativi sensori, uno per ciascun tipo di emissione, che “registrano” il risultato dell’interferenza tra la luce emessa e il corpo e nello specifico misurano i quantitativi di ossiemoglobina (emoglobina legata) e deossiemoglobina (emoglobina libera).


Se il sangue è ben ossigenato, sarà la luce rossa ad essere assorbita dai tessuti del paziente che si sta sottoponendo alla misurazione; qualora invece il sangue fosse poco ossigenato, saranno percentuali superiori di luce infrarossa ad essere assorbite. Valori ottimali sono superiori al 95%, accettabili sopra il 90%, mentre in caso di percentuali di saturazione inferiori è necessaria un’indagine medica più approfondita.

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Sposarsi nelle Marche con Nevio Arcangeli

C'è qualcosa di magico nelle cascatelle di Cagli, nell'orizzonte che si scorge dal Monte Conero ammirando le famose "due sorelle" in Ancona. Nella maestosa Rotonda a mare di Senigallia o della città fortificata di Corinaldo dove i 100 scalini del pozzo della polenta incorniciano i ricordi di numerosi amanti e visitatori. Sono solo i primi luoghi a cui penso delle Marche ma c'è un mondo da scoprire. Di meraviglie ne vedrete ma non vi basterà una sola estate per scoprirla. Sposarsi in questa ridente regione, significa avere a disposizione scenari imperdibili che partono dagli Appennini Marchigiani e si tuffano a 2 ore di strada nella premiata costa Adriatica meta di milioni di turisti.

Se state pensando di sposarvi nelle Marche, il fotografo più conosciuto è Nevio Arcangeli, il fotografo per matrimoni di Senigallia, in Ancona che da anni ha immortalato i ricordi di generazioni di coppie. Vi farà scoprire la meraviglia che si cela nei luoghi delle Marche e nei momenti speciali, del giorno più importante della vostra vita.