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La storia del vino Dolcetto

Categoria: Prodotti tipici Pubblicato 29 Luglio 2016
Scritto da Matteo Visite: 1518

Il Dolcetto è un vino rosso tipico piemontese. Si contano 11 DOC: Dolcetto d’Alba, Dolcetto d’Asti, Dolcetto d’Ovada, Dolcetto delle Langhe Monregalesi, Dolcetto d’Acqui, Dolcetto di Dogliani, Dolcetto di Diano d’Alba, Langhe Dolcetto, Monferrato Dolcetto, Colli Tortonesi Dolcetto, e Pinerolese Dolcetto. A differenza di quello che si potrebbe immaginare dal nome, il Dolcetto non è un vino dolce, ma secco; dolce è l’uva da cui proviene, è da qui che probabilmente proviene il suo nome. Secondo alcuni enologi, invece, il nome deriverebbe dalla precocità di maturazione dell’uva: quest’uva raggiunge il livello adeguato di dolcezza prima delle altre uve a bacca nera, e quindi è la prima a essere pronta per la vendemmia e a arrivare in cantina.

La presenza del vitigno Dolcetto è documentata sin dal Medioevo, più precisamente all’interno di un bando vendemmiale del comune di Dogliani che risale al 1593, in cui si raccomandava ai viticoltori di non rischiare di sprecare le uve raccogliendole un po’ prima che fossero mature.

Ma è quasi certo che questo vitigno risalisse a tempi più antichi, e molti studiosi sono concordi nell’affermare che sia stato selezionato in età tardo-medievale da un seme coltivato nei pressi di Ormea, e che poi si sia diffuso in tutta la Val Tanaro.

Nel 1798 il Conte Giuseppe Nuvolone Pergamo, vicedirettore della Società Agraria di Torino, descrisse in modo abbastanza scientifico le proprietà di questo vino

Altro autore che favorì la diffusione della conoscenza del Dolcetto fu Giorgio Gallesio, che nel 1812 citò il Dolcetto come un’uva autoctona del Monferrato, per poi tornare a parlarne nel suo libro “Pomona italiana, trattato sugli alberi fruttiferi”.

Ed è proprio nella seconda metà XIX secolo, che il consumo del Dolcetto si diffuse in tutto il territorio nazionale.

L’uva del dolcetto, fino alla metà del secolo scorso, veniva usata in alcune diete perché ricca di potassio, manganese e ferro; nelle vendemmie si facevano vere e proprie “cure dell’uva”, cosi si chiamavano; l’elevata concentrazione zuccherina di questo tipo di uva la fece diventare presto anche un’uva da pasto. Nel 1972 arrivò il primo riconoscimento DOC per il Dolcetto, in particolare per il Dolcetto d’Ovada.

Per chi volesse assaggiare un ottimo Dolcetto, vi consigliamo il Dolcetto d’Alba DOC della Tenuta Cucco, che si trova nel comune di Serralunga d’Alba; si tratta di un vino dalla morbidezza e dall’armonia inconfondibili, le cui uve provengono dalla sottozona Vughera nel comune di Serralunga d’Alba.

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